Autore: Stefania Fida

Le coperte

Le coperte

Da che cosa dipende la scelta della coperta? Dal clima, dall’età del cavallo, dal tipo di tosatura, dall’attività che svolge…
Gli unici cavalli che non portano la coperta al “Cavallino d’Oro” sono i nostri puledri L’Enfant Terrible e Diamantina, che hanno rispettivamente 19 e 7 mesi : loro vivono liberi in ampi paddock dal mattino alla sera e vengono riportati ai loro box solo durante la notte. Non hanno bisogno della coperta perché il loro manto invernale li protegge dal freddo, non devono essere tosati perché ancora non svolgono attività sportiva e durante il giorno possono muoversi e quindi scaldarsi in modo naturale. 🐎🐎
Tutti gli altri cavalli che trascorrono la maggiorparte del tempo in BOX hanno bisogno di una protezione contro il freddo perché i movimenti consentiti in uno spazio ridotto non gli permettono di produrre abbastanza calore per proteggersi, a maggior ragione se sono tosati.
Per i cavalli che vivono in scuderia usiamo 4 tipi di coperte differenti: il COTONE, il PILE, il PIUMINO e il SOTTOPIUMINO.
Iniziamo a usare la COPERTA DI COTONE appena si abbassa la temperatura, già le prime sere di fine settembre. Ha la funzione della nostra “canottiera”, protegge dalle correnti d’aria 🌬 e non fa crescere il pelo al cavallo al primo freddo ritardando l’intervento della tosatura.
La COPERTA DI PILE sostituisce quella di cotone quando inizia a fare più freddo.
In seguito alla tosatura è necessario sfoderare il PIUMINO che a seconda della sua grammatura (per un cavallo tosato almeno 300 grammi) proteggerà al meglio il nostro amico quadrupede.
Quando le temperature raggiungono i picchi più bassi per garantire più calore, aggiungiamo una coperta SOTTOPIUMINO oppure di pile, oppure di lana sotto al piumino.
É importante che le coperte da scuderia siano traspiranti, mantenute ben pulite per evitare fiaccature e che i ganci siano ben fissati davanti al petto e sotto alla pancia affinché rimangano al loro posto senza infastidire i cavalli.
Per i cavalli con tosatura completa o da caccia ( vedi il nostro articolo di mercoledì scorso di #pratichediscuderia ), come Joly e Wendy Bell, usiamo un telo di pile da fissare sotto il piumino e da annodare come uno scialle: serve per proteggere dal freddo il collo e per non fare ricrescere il pelo in questa parte del corpo.
Per evitare l’usura del manto all’altezza del petto o dell’ incollatura di soggetti tosati particolarmente sensibili si possono utilizzare dei “coprispalle” o “magliette” in lycra da mettere a contatto con la pelle del cavallo.
I nostri pony Crème Caramèl e Mago Merlino vivono in scuderia ma non sono tosati: durante il periodo più freddo a loro basta un piumino leggero (200 grammi) traspirante.
Ovviamente nel caso di cavalli molto anziani e o malati, la loro resistenza al freddo non sarà la stessa e bisognerà adeguare la protezione al loro stato di salute.
Per capire se il cavallo è ben protetto noi infiliamo una mano sotto alla coperta: se la pelle è fredda il cavallo non è abbastanza coperto.
Quando ci sono delle belle giornate e il terreno è asciutto anche durante la stagione più fredda permettiamo ai nostri cavalli che vivono in scuderia di sgranchirsi qualche ora in paddock. In questo caso li proteggiamo con coperte impermeabili, resistenti e traspiranti, che abbiano dei soffietti all’altezza delle spalle per consentire libertà di movimento ai cavalli a cui piace tanto rotolarsi, correre e sgroppare senza che si sentano costretti rischiando di strappare il tessuto.
Tutti i nostri allievi sanno che quando un cavallo che vive in box deve essere pulito prima di lavorare è importante, una volta tolta la coperta da scuderia e spazzolato il suo manto, coprirlo subito con una COPERTA DA PASSEGGIO (senza le cinghie da box) di PILE o LANA COTTA. Quest’ ultima lo protegge durante la pulizia, il sellaggio, il riscaldamento al passo prima di iniziare il lavoro e aiuta a tenerlo caldo e ad asciugare il sudore finito l’allenamento. Se il cavallo è particolarmente sudato usiamo una coperta di SPUGNA che aiuta ad assorbire il sudore più velocemente.
I cavalli con tosatura completa o da caccia in caso di temperatura molto bassa possono essere montati con una coperta COPRIRENI in pile leggero sagomata in modo da incastrarsi sotto la sella, allacciarsi con un velcro sopra al garrese e tenere calda la schiena alle tre andature senza che si sposti o dia fastidio al binomio durante il lavoro.
Un’altra coperta indispensabile in caso di pioggia🌧 è la CERATA: si tratta di una mantella impermeabile che copre il cavallo dalla testa alla coda. Noi la usiamo per esempio per non far bagnare il cavallo nel tragitto da box a campo coperto quando piove molto o nevica.
Infine esiste una coperta leggerissima che non serve a proteggere dal freddo bensì a tenere lontane mosche e altri insetti fastidiosi durante la bella stagione🌞: si tratta della COPERTA A RETE. Per noi è utilissima per rendere i cavalli più sereni durante la ferratura di cui si occupa il maniscalco e per farli stare più tranquilli quando li portiamo a mangiare l’erba dopo il lavoro.🌱
Per quanto riguarda le taglie riportiamo in seguito un piccolo schema per essere in grado di scegliere la giusta misura in base all’altezza al garrese del proprio cavallo.
Altezza al garrese: ——> Taglia coperta:
120/130 cm —> 115 cm
135/150 cm —> 125 cm
150/160 cm —> 135 cm
170/180 cm —> 155 cm
+180 cm —> 165 cm
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Cura materiale in cuoio

Cura materiale in cuoio

Al “Cavallino d’Oro” siamo abituati a prenderci cura della sella e dei finimenti dopo ogni sessione di lavoro.
Infatti durante il lavoro quotidiano si accumulano sul cuoio e sulla pelle sudore, pelo e sabbia; se non vengono rimossi questi si “asciugheranno” sul cuoio, formando una crosticina dura e rendendo il materiale secco e rigido.
Una veloce pulizia quotidiana permette quindi di evitare spiacevoli fiaccature nel cavallo (specie nella zona del garrese, sulla pancia e sul muso, aree molto sensibili e delicate) ed inoltre mantiene il cuoio elastico e ben nutrito, garantendogli una lunga durata nel tempo!
Un altro aspetto da non sottovalutare è quello della sicurezza, controllare sella e testiera quotidianamente consente di valutare che sia sempre tutto in ordine e funzionante, diminuendo il rischio di spiacevoli incidenti. Il cuoio poco curato tende infatti ad irrigidirsi e creparsi, diventando fragile e spaccandosi facilmente se sottoposto ad una trazione (cosa che avviene continuamente durante una sessione di lavoro).
Ecco come siamo abituati a fare:
~°♡°TESTIERA: la prima cosa da fare, appena sfilata dalla nuca del cavallo, é quella di sciacquare l’imboccatura sotto acqua corrente. In seguito, dopo aver sistemato il cavallo, procediamo passando una spugnetta leggermente umida con un po’ di sapone per cuoio e la lasciamo asciugare mettendola a posto in ordine, ovvero facendo passare le redini nel sottogola e chiudendo la capezzina.
~°◇°SOTTOPANCIA: noi non lasciamo MAI il sottopancia attaccato alla sella, dopo il lavoro il sottopancia viene staccato dalla sella, spazzolato con una spazzola semi rigida, strofinato con una spugna ed il sapone per cuoio e riposto ad asciugare appeso ad un gancio vicino alla testiera.
~°□°SELLA: una volta tolta la sella viene poggiata su un cavalletto, in questo modo é molto più comodo e veloce procedere nel pulirla in ogni sua parte strofinandola con una spugna o un panno umido ed utilizzando un sapone specifico per il cuoio di ottima qualità.
Esistono diversi tipi di sapone adatti alla pulizia del materiale in cuoio, in forma solida (saponetta) o liquida (spray). Si possono comprare in qualsiasi selleria e ci si può far consigliare dal sellaio sul prodotto più adatto alla propria sella. Un’alternativa valida e sicuramente più economica è il sapone di Marsiglia.

All’incirca una volta a settimana regaliamo ai nostri finimenti una cura più approfondita. La testiera viene smontata per pulire accuratamente fibbie e passanti che rischiano di essere trascurati nella veloce pulizia quotidiana. La sella viene pulita a fondo in ogni sua parte, anche sui riscontri e sotto ai cuscini, così come per il sottopancia e gli altri finimenti ( martingala, collarino.. ). Dopodiché ci occupiamo di NUTRIRE IL CUOIO. Si può usare il GRASSO da massaggiare con una spugnetta ben pulita oppure l’OLIO da applicare con un pennello. Alla fine bisogna rimontare tutto e lasciare asciugare. Cerchiamo sempre di applicare il grasso o l’olio la domenica in modo tale che il lunedì che il maneggio è chiuso e nessuno fa lezione, la bardatura può asciugarsi e i prodotti usati possono assorbirsi più facilmente.
Grazie a tutte queste cure i nostri finimenti si presentano sempre in ordine, puliti e morbidi!

La pulizia del cavallo

La pulizia del cavallo

Come prima cosa, prima di condurre il nostro cavallo fuori dal box, dopo aver messo la capezza e legata la lunghina intorno al collo, puliamo gli zoccoli con il NETTAPIEDI. Si tratta di un attrezzo fornito di una punta e una spazzolina. La punta serve per togliere i residui di sporcizia più consistenti sulla suola che è la parte inferiore dello zoccolo a contatto diretto con il terreno. Bisogna stare attenti a non usare la punta del nettapiedi su forchetta e glomi che sono parti più sensibili da pulire delicatamente con la spazzolina. Dopodiché conduciamo il nostro cavallo alla “POSTAZIONE DI PULIZIA” e lo leghiamo “AI DUE VENTI”. Nella nostra scuderia abbiamo 4 postazioni , due delle quali fornite di tappeto antiscivolo: servono per pulire i cavalli in modo più accurato e in sicurezza. Legare il cavallo ai due venti vuol dire legarlo con due lunghine agli anelli laterali della capezza, serve per farlo stare più fermo e a procedere con la pulizia con maggiore sicurezza.
Una volta tolte le fasce da riposo e le coperte, procediamo con la pulizia del mantello che si fa in 3 step: STRIGLIA, BRUSCA e SPAZZOLA MORBIDA.
La STRIGLIA è un attrezzo in plastica o ferro, di forma ovale o rettangolare, che serve per grattare via lo sporco più consistente come il fango e per rimuovere il pelo vecchio. Va sbattuta contro il pavimento per rimuovere la polvere che vi si accumula. Bisogna stare attenti a non usarla in punti delicati come sulla testa, sulle gambe, su costole e ossa prominenti.
Dopo si utilizza la BRUSCA che è una spazzola con setole piuttosto dure che serve per far scivolare via il pelo e la sporcizia lasciata dalla striglia. Si può usare su tutto il corpo. Per pulirla si può strofinare contro la striglia.
Infine la SPAZZOLA con setole morbide serve per lisciare il pelo e renderlo più bello.
Finita la pulizia del mantello di può coprire il cavallo con una coperta da passeggio e si procede con la pulizia di coda e criniera. Esse vanno pettinate con una spazzola apposita per rimuovere trucioli e residui di paglia e fieno. Se sono particolarmente annodate e sconsigliare usiamo uno spray districante.
Ogni domenica siamo abituati a lavare tutte le spazzole e gli attrezzi per la pulizia dei cavalli mettendoli a bagno in un secchio con acqua e sapone, per poi risciacquare tutto con cura e lasciare asciugare il giorno dopo che il maneggio è chiuso.
Dopodiché applichiamo con un pennello il grasso sopra e sotto agli zoccoli che sono stati puliti precedentemente.
Per ogni cavallo sarebbe bene avere due spugne: una per pulire i genitali con acqua tiepida e una per il muso e gli occhi. Noi usiamo delle salviettine umide usa e getta e quindi più igieniche.
Ora il cavallo è pronto per essere sellato, girato alla corda o per essere semplicemente portato a fare una passeggiata.
Pulire il proprio compagno è una buona abitudine e un gesto di rispetto nei suoi confronti, così come presentarsi in campo con un cavallo pulito e ordinato è un segno di buona educazione.

Cura degli zoccoli

Cura degli zoccoli

I piedi sono infatti una delle parti anatomiche più importanti del cavallo, qualsiasi attività esso svolga. Un cavallo per essere sano deve necessariamente avere zoccoli sani e ben curati.
Al “Cavallino d’Oro” abbiamo la regola di pulire i piedi a ogni cavallo prima di farlo uscire dal box. In questo modo gli zoccoli vengono controllati quotidianamente e il corridoio della scuderia rimane più in ordine. Gli zoccoli si puliscono con il nettapiedi, detto anche curasnette, che è un attrezzo fornito di un punteruolo e di una spazzolina. La punta serve per togliere i residui di sporco più consistenti sulla suola. Bisogna stare molto attenti a non usarla su forchetta e glomi che sono punti sensibili da pulire delicatamente con la spazzolina.
È fondamentale per il benessere dei piedi dei cavalli che i box siano puliti giornalmente altrimenti l’umidità della lettiera penetra nell’unghia rendendola molle e putrida.
Un prodotto che usiamo quotidianamente nella nostra scuderia è il GRASSO per gli zoccoli che serve per impermeabilizzare e proteggere l’unghia. Esistono diversi tipi di grasso con colori e consistenze differenti, che si applicano con un pennello apposito sotto e sopra agli zoccoli. Noi lo utilizziamo quando i piedi sono sani e asciutti, prima di lavorare in un campo con sabbia umida o prima di fare una doccia al cavallo.
In gara 🏆 al posto del grasso usiamo un OLIO NERO che protegge l’unghia rendendola lucida e quindi più bella.
Quando gli zoccoli iniziano ad essere molli, quando vengono bagnati più frequentemente (cosa che accade d’estate con le docce quotidiane) e nel caso di cavalli sferrati sostituiamo il grasso con la CATRAMINA. Quest’ultima è un prodotto liquido piuttosto denso a base di catrame di pino la cui funzione è quella di disinfettare ed impermeabilizzare maggiormente l’unghia del cavallo, contribuendo così a mantenerla dura e allo stesso tempo elastica. Grasso e catramina possono essere alternati nel loro utilizzo a seconda dall’esigenza dei piedi di ogni cavallo🐴.
Alcuni cavalli presentano un problema cronico nell’area all’interno della forchetta chiamata fettone. Questa parte, a causa di una particolare conformazione del piede o di un lungo periodo di incuria, si presenta molle e putrida. In questi casi bisogna intervenire quotidianamente con una medicazione a base di betadine o tintura di iodio da spruzzare nella parte interessata con una piccola siringa senza ago, infilando successivamente un piccolo batuffolo di cotone con l’aiuto di un punteruolo pulito. Questa medicazione serve per disinfettare ed asciugare la parte molle. In alternativa ci sono vari prodotti spray che possono essere consigliati dal veterinario.
Prima di ricondurre il cavallo al proprio box sia che abbia lavorato in un campo in sabbia, sia che abbia fatto una passeggiata o che sia stato in paddock, è necessario pulire accuratamente gli zoccoli per rimuovere sabbia, fango ed eventuali sassolini che si potrebbero essersi incastrati.
Nel caso di lavoro intenso su terreni duri siamo soliti fare un impacco lenitivo sotto ai piedi, sulla suola, con un prodotto specifico chiamato hoofpacking oppure applicando una generosa dose di CRETA, da lasciare fino al giorno dopo. In caso di una sobbattitura che può essere provocata da un colpo della suola contro un sasso o in caso di un cavallo con la suola particolarmente sottile e sensibile si possono fare degli impacchi con un prodotto chiamato animalintex. Esso va imbevuto in acqua tiepida, appoggiato sulla suola e fissato con un bendaggio chiamato vetrap. Questa procedura va ripetuta per qualche giorno, facendo controllare l’animale da veterinario e maniscalco.
Infine per rinforzare l’unghia esistono degli integratori a base di BIOTINA in bustine da somministrare nel mangime oppure delle creme da spalmare in corona (la parte dove finisce il pelo e inizia l’unghia) che stimolano la ricrescita.
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Tosatura

Tosatura

Arrivato l’autunno🍁🍁🍁 che porta con sè freddo, umidità e giornate sempre più corte, al “Cavallino d’Oro” come in tante altre scuderie si incomincia a parlare della TOSATURA dei cavalli. In tanti si chiedono: “Perché proprio in questo periodo?  Perché con la brutta stagione i peli che costituiscono il mantello del cavallo crescono e si infoltiscono creando una barriera di protezione verso l’esterno che gli permette di vivere all’aperto anche in condizioni climatiche poco miti quali pioggia, vento e neve. Si forma un vero e proprio cuscinetto isolante fra la pelle e i peli cresciuti che insieme allo strato di grasso permette al cavallo di affrontare il periodo più freddo dell’anno innalzando le sue difese.
Tuttavia essendo i nostri dei cavalli-atleti che svolgono attività più o meno intensa tutti i giorni, non possono lavorare con il loro caldo mantello invernale: sarebbe come per un atleta umano allenarsi con addosso un pile pesante o un piumino. Praticare attività sportiva troppo coperti provoca il surriscaldamento del corpo, aumentando il tasso respiratorio e quello cardiaco, con la conseguente produzione di SUDORE. Terminato il lavoro il sudore lasciato raffreddare sul corpo può provocare un forte raffreddamento indesiderato e più il pelo è lungo più tempo impiega ad asciugarsi. Invece se il cavallo viene tosato produce meno sudore e si asciuga più facilmente e molto più velocemente, evitando i tanto indesiderati colpi di freddo. Per questi motivi la tosatura è la soluzione ideale per il mantenimento di salute e benessere dei cavalli atleti che svolgono attività sportiva durante la stagione invernale.
Abbiamo inoltre una motivazione pratica a favore della tosatura: un cavallo tosato si pulisce più facilmente e più velocemente. Infine una motivazione estetica: un cavallo “orsacchiotto” non viene di certo apprezzato in un campo gara di discipline come il dressage o il salto ostacoli, che richiedono mantelli perfettamente lucidi, toelettati e ordinati. Esistono diversi tipi di tosatura:
Nella TOSATURA COMPLETA il manto viene tosato interamente anche su arti, testa e orecchie; è la tosatura più indicata per il cavallo sportivo che consente di ridurre la sudorazione, di velocizzare l’asciugatura e di presentare l’animale bello, ordinato ed elegante dal punto di vista estetico.
Nella TOSATURA DA CACCIA il manto viene tosato ovunque tranne una parte dove viene appoggiata la sella per proteggere il garrese da possibili fiaccature, le gambe e la testa; si chiama così perché in passato veniva usata per i cavalli impiegati nella caccia, ora è una soluzione pratica per i cavalli in lavoro in quanto si esegue più rapidamente e non si rischia di infastidire l’animale tosando punti delicati come testa e arti.
Nella TOSATURA A COPERTA si tosano solo il collo e la pancia lasciando il resto del corpo a pelo lungo; è indicata per i cavalli che svolgono un lavoro leggero e non quotidiano e che sono abituati a stare in paddock durante il giorno.
Nella TOSATURA DA CARROZZA si procede in modo simile alla tosatura a coperta, senza tosare la parte superiore del collo.
Infine nella TOSATURA A BAVAGLIO si tosa solo una piccola parte di pelo davanti al collo e sul torace che può proseguire sulla pancia; può essere utile per cavalli da passeggiata che vivono in paddock anche durante la brutta stagione.
I tosatori più artistici e pazienti possono realizzare “disegni” lasciando intatta una parte di pelo che variano dal classico sulla groppa che tanto piace alle piccole amazzoni alle figure più particolari ed elaborate.
Nella nostra scuderia è buona regola quando tosiamo la testa evitare le vibrisse ( i baffi ): si tratta di peli tattili che servono al cavallo per orientarsi al buio, individuare oggetti e rendersi conto della distanza dalle pareti del box in condizioni di scarsa visibilità.
È importante effettuare la tosatura in totale sicurezza sia per il cavallo sia per l’operatore. L’animale deve essere sereno e rassicurato, non deve spaventarsi e deve rispettare la persona che lo tosa, per questo è fondamentale che si occupi della tosatura personale qualificato che abbia mano ferma, decisione e tanta pazienza, oltre a una buona tosatrice con lame ben affilate.
Il cavallo dopo essere stato tosato deve essere pulito e coperto adeguatamente. Nel prossimo articolo parleremo proprio della scelta della coperta che varia a seconda del tipo di tosatura, del luogo in cui vive il cavallo, della sua età e del lavoro che svolge. 🐎
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Fasce da riposo

Fasce da riposo

Visitando la nostra scuderia potrete notare che alcuni cavalli portano le fasce da riposo.
Ma qual è la loro funzione?
Le fasce non vengono messe ai cavalli per un fattore estetico ma svolgono un’importante funzione per il mantenimento in salute e la prevenzione di danni negli arti.
I cavalli sportivi passano molte ore nel box dove, per questioni di spazio, il loro movimento è limitato. Gli arti talvolta presentano una micro-circolazione insufficiente e questo può essere causa di gonfiori. Le fasce da riposo servono per evitare questa spiacevole eventualità esercitando una funzione di compressione e calore ottimale per stimolare e migliorare la circolazione sanguigna a livello degli arti e svolgono una funzione di sostegno per i tendini, soprattutto nei soggetti di una certa età e con tanto lavoro alle spalle.
Dopo una sessione intensa di lavoro o uno sforzo prolungato, come ad esempio più giorni consecutivi di gara, una fasciatura da riposo ben eseguita, unita all’uso della cretata, aiuta le gambe del cavallo a riposare nel modo migliore.
Infine le fasce vengono utilizzate anche con una funzione preventiva e protettiva con alcuni soggetti giovani o particolarmente agitati, per impedire che urtando le pareti del box o con i loro stessi movimenti possano provocarsi danni agli arti, oltre ad essere indispensabili come protezione durante i trasporti in van e trailer.
Come sono fatte e come si applicano?
Le fasce da riposo sono generalmente di lana o di cotone e vanno utilizzate combinate con dei sottofascia in cotone più o meno imbottiti a seconda delle esigenze.
Le fasce e i sottofascia devono essere disfatti e riapplicati quotidianamente avendo cura di spazzolarli per eliminare residui di paglia, truciolo, fieno che potrebbero creare irritazioni o piccole ferite al cavallo.
Imparare a fasciare correttamente un cavallo non è una cosa semplice, la giusta tecnica si apprende con l’esperienza e la pratica nel tempo. Bisogna fare molte attenzione perché una fascia troppo stretta potrebbe creare problemi a livello della circolazione sanguigna, mentre una troppo molle potrebbe scendere al di sotto del nodello sciogliendosi e risultando inefficace e potenzialmente pericolosa. È importante fare attenzione anche al corretto posizionamento del sottofascia, non deve presentare pieghe o grinze, specialmente a livello dei tendini.

 

Come prendersi cura del cavallo dopo una gara

Come prendersi cura del cavallo dopo una gara

In questo ultimo periodo dell’anno il PROGRAMMA dei CONCORSI a cui prenderanno parte i cavalieri e le amazzoni del “Cavallino d’Oro” è particolarmente ricco di appuntamenti, pertanto oggi parleremo di come occuparsi del cavallo appena finita la competizione e dopo il suo ritorno a casa per fargli recuperare la fatica affrontata.
Prima di tutto terminata ogni gara di qualsiasi disciplina è indispensabile fare in modo che il cavallo rientri nel fiato e che il sudore prodotto durante lo sforzo si asciughi. Per fare ciò prima di rientrare ai box del concorso facciamo una lunga passeggiata, mettiamo una coperta di pile da passeggio o un coprireni e allentiamo di un buco il sottopancia. Se è possibile e se il nostro cavallo è tranquillo possiamo tornare in campo prova e trottare in distensione per 5/10 minuti in modo da terminare il lavoro con la massima decontrazione. Una volta rientrati nella scuderia del concorso disselliamo con cura il nostro quadrupede togliendo sella, testiera, stinchiere e ogni altra bardatura. In questa stagione è bene lasciargli un pile sul dorso (quando fa più caldo è sufficiente una coperta di spugna) e lasciarlo libero qualche minuto per bere e fare pipì. Dopodiché mettiamo capezza e lunghina e accompagnamo il nostro amico a passeggio a mano per far sì che il sudore si asciughi del tutto, se c’è la possibilità di brucare un po’ d’erba ancora meglio! Ritornati ai box leghiamo il cavallo ai due venti e dopo averlo pulito con cura ( manto , piedi, muso, genitali..) e dopo avergli messo la sua coperta da box, ci occupiamo dei suoi arti.
I tendini e le articolazioni sono fortemente sollecitati in discipline come il SALTO OSTACOLI o il DRESSAGE, per questo dopo una gara impegnativa siamo soliti applicare uno strato di CRETA o ARGILLA su tutti e quattro gli arti, dai nodelli alle ginocchia, massaggiando contropelo per far penetrare bene il prodotto. Dopo si può decidere se mettere le fasce da riposo oppure no. Se sì, ci procuriamo dei fogli di giornale o dei pezzi di carta rettangolari ricavati dai sacchetti del panettiere, li inumidiamo leggermente e li applichiamo sugli arti per coprire la creta, stando bene attenti a non formare pieghe sui tendini, con lo scopo di un maggior effetto drenante. Dopodiché procediamo a fasciare con sottofasce e fasce da riposo. In mancanza di creta o argilla si può usare un GEL all’ARNICA RINFRESCANTE da massaggiare sui tendini: in questo caso se decidiamo di fasciare il cavallo non serve applicare i fogli di carta inumiditi, si mettono direttamente i sottofasce assicurandosi che siano ben puliti.
La domenica finite tutte le gare e sistemati per bene tutti i cavalli arriva il nostro trasportatore di fiducia che li riporta al “Cavallino d’Oro”.
È importante che gli impacchi di cui abbiamo parlato prima siano rimossi il giorno seguente con una bella doccia ( mettendo sempre prima il grasso sopra e sotto agli zoccoli ) oppure con una brusca e una spugna umida.
Nel nostro centro ippico il lunedì che segue un weekend di gare, dopo aver rimosso creta e fasciatura varie, abbiamo la regola di far sempre uscire i cavalli a fare una lunga passeggiata a mano o montati. Facciamo ciò con lo scopo di smaltire l’eventuale acido lattico prodotto sotto sforzo e di regalare un piccolo premio ai nostri campioni. Purtroppo questo non accade in tutte le altre scuderie in cui il giorno di chiusura è il lunedì e nessuno può occuparsi dei cavalli che rientrano dal concorso. Per evitare l’accumulo di acido lattico è bene somministrare al cavallo un integratore apposito durante i giorni di gara.
Infine un’ottima abitudine della nostra scuderia è quella di dare il lunedì ai cavalli che hanno gareggiato nel fine settimana un PASTONE che sostituisce un pasto di mangime e che ha funzione rinfrescante e idratante.
In bocca al lupo a tutti i per i numerosi impegni sportivi in programma e buone galoppate anche a chi rimane a casa a godersi i meravigliosi colori di questa stagione 😉🏇🏇

Protezione arti cavalli

Protezione arti cavalli

Qui al Cavallino d’Oro 🐴💛 siamo molto attenti a proteggere i nostri cavalli nel migliore dei modi.
Gli arti, in particolare, sono una delle parti anatomiche del cavallo più propense a ricevere colpi e ferite durante l’attività sportiva e lo svago quotidiano.

Ecco quali sono le protezioni che utiliziamo:

Stinchiere in neoprene
Le usiamo per proteggere gli arti anteriori nel lavoro di tutti i giorni, si devono sistemare in modo da coprire nodello e stinco, fissando la chiusura in velcro con i lacci verso l’esterno. Questi ultimi non devono essere troppo stretti per non creare problemi di circolazione, ma nemmeno troppo larghi per far sì che la protezione rimanga al suo posto senza scivolare verso il basso durante il movimento. Devono essere della misura giusta per proteggere bene senza creare fastidi al cavallo. Vanno pulite regolarmente per non creare fiaccature. Le usiamo quotidianamente per tutti i nostri cavalli quando li montiamo, sia nel lavoro in piano sia nel salto. 🏇

Paranocche in neoprene
Hanno le stesse caratteristiche delle stinchiere ma servono per proteggere i nodelli degli arti posteriori. Particolarmente indicate per i cavalli ferrati anche sugli zoccoli posteriori.

Stinchiere e Paranocche in pelle
Hanno la stessa funzione protettiva di quelle in neoprene ma sono più fini ed eleganti, le usiamo quando partecipiamo ai concorsi di salto ostacoli. Vanno pulite con il sapone per il cuoio e ingrassate con cura dopo ogni utilizzo.

Stinchiere e Paranocche con interno in agnellino 🐑
Servono per quei cavalli particolarmente sensibili che tendono a fiaccarsi facilmente e sono predisposti alle ragadi.
Bisogna stare molto attenti a mantenerle sempre ben pulite.

Paraglomi
Sono delle protezioni in neoprene, pelle o gomma che si applicano sugli zoccoli con una chiusura in velcro e proteggono i glomi,il pastorale, la corona e la parte sotto al nodello. Noi li usiamo principalmente per gli anteriori, ma si possono mettere anche ai posteriori. Sono molto utili per quei cavalli che lavorando si “raggiungono” gli anteriori con i posteriori rischiando di ferirsi, oppure per cavalli che hanno piccoli difetti di appiombo e che nel lavoro tendono a scontrare gli anteriori l’uno con l’altro provocandosi colpi e tagli.
Per sicurezza li mettiamo sempre quando giriamo un cavallo alla corda, quando lo lasciamo scosso in campo o in paddock e quando usciamo in passeggiata.

Paraferri
Sono protezioni in gomma che si infilano sugli zoccoli anteriori per far sì che quando il cavallo con gli zoccoli posteriori raggiunge quelli anteriori non si strappi via i ferri. Questo può succedere nella disciplina del salto ostacoli, nella fase di ricezione dal salto o durante una girata particolarmente stretta.

Paracolpi da cross country 🏞🌲
Sono delle protezioni usate nella prova di cross country del completo. Sono più alte delle protezioni normali e proteggono completamente gli stinchi del cavallo. Sono in neoprene e si possono lavare facilmente nel caso si sporchino di fango o sabbia. Le usiamo combinate con i paraglomi quando andiamo a fare lunghe passeggiate nelle quali capita di galoppare e saltare piccoli tronchi. Le utilizziamo anche quando lasciamo liberi i cavalli in campo o in paddock in modo che possano sfogarsi senza il rischio di farsi del male.

Fasce da lavoro
Forniscono protezione agli arti anteriori e posteriori e hanno anche una funzione contenitiva e di sostegno.
Ce ne sono di due tipi: quelle tutte in elastico e quelle metà in pile e metà in elastico. Noi usiamo quelle in pile ed elastico perché si adattano meglio alla gamba del cavallo e rimangono più morbide.
È molto importante metterle nel modo corretto, senza stringere troppo per non creare problemi ai tendini e senza lasciarle troppo molli per non rischiare che si disfino durante il lavoro
Quando mettiamo le protezioni agli arti dei nostri cavalli è importante fare molta attenzione a non farsi male, bisogna stare sempre di lato e mai davanti alle ginocchia dell’animale che potrebbe muoversi e colpirci senza volerlo. È bene non stare mai in ginocchio ma con i piedi ben poggiati a terra, pronti a spostarsi nel caso il cavallo si spaventi o si infastidisca per qualcosa, senza appoggiare mai le mani per terra per evitare pestoni.
Se avete consigli, domande o richieste commentate qui sotto!

 

Come preparare un cavallo per affrontare un trasporto

Come preparare un cavallo per affrontare un trasporto

I nostri cavalli vengono trasportati per affrontare concorsi ippici🏆, stages, corsi istruttori… Che si tratti di viaggi lunghi oppure brevi, è nostra abitudine preparare il cavallo in modo da proteggerlo al meglio e affidarci a trasportatori qualificati specializzati nel trasporto di cavalli sportivi.
Prima di far partire un cavallo lo leghiamo in postazione, lo puliamo con cura per farlo arrivare a destinazione ordinato e decidiamo con quale coperta farlo viaggiare. La scelta della coperta dipende dal clima, dall’ora in cui viaggia il cavallo ( per esempio la mattina presto farà sicuramente più freddo ), dalla tosatura e dal tipo di mezzo di trasporto. In un VAN trasporto cavalli grande con 7 posti tutti occupati farà sicuramente più caldo che in un TRAILER con un unico posto. Alcuni cavalli durante il viaggio sudano non perché hanno caldo ma perché si agitano e si stressano: per loro scegliamo una coperta di spugna oppure di pile che assorbe facilmente il sudore e cerchiamo di rassicurarli facendo tutto con calma per fargli vivere un’esperienza di viaggio più serena possibile.
Dopo aver pulito e coperto adeguatamente il cavallo, ci occupiamo delle protezioni per i suoi arti: nella nostra scuderia siamo abituati a usare le fasce da riposo con sottofasce ben imbottiti ma esistono anche dei PARACOLPI specifici da viaggio per anteriori e posteriori. I paracolpi per i posteriori sono utili per quei cavalli che durante il trasporto calciano oppure si appoggiano con i garretti alla parete del camion, procurandosi ferite ed ematomi, perché sono più lunghi della fasciatura da riposo e proteggono l’arto dal garretto alla corona. Quando eseguiamo una fasciatura da riposo da viaggio stiamo bene attenti a far sì che sia stabile e che non “scenda” durante il trasporto, dando fastidio all’animale.
Un’altro accorgimento importante è quello di proteggere la coda: alcuni cavalli si strofinano la coda contro alle pareti del mezzo di trasporto fino a strapparsi i crini e a procurarsi ferite profonde. Per evitare questo spiacevole incidente si può usare il PARACODA oppure una FASCIA DA LAVORO per arti. Al “Cavallino d’Oro” siamo abituati a proteggere la coda con una fascia da lavoro in pile e elastico, perché il paracoda avendo la chiusura in velcro potrebbe comunque provocare abrasioni in caso di forte sfregamento. Per mettere la fascia alla coda bisogna stare molto attenti perché un cavallo non abituato potrebbe calciare, quindi è indispensabile rimanere sempre un po’ di lato e essere pronti a fare un salto indietro se dovesse iniziare ad innervosirsi. Partiamo a fasciare la coda dove finisce l’osso e saliamo con la parte in pile fino all’attaccatura, dopodiché iniziamo e scendere con la parte in elastico finendo nel punto in cui abbiamo iniziato con la parte in pile e fissando bene il velcro all’esterno. È importante tenderla bene in modo che non si disfi, lasciando sempre a contatto con i crini la parte in pile perché l’elastico scivola più facilmente.
Prima di far salire il cavallo sul mezzo di trasporto ci accettiamo sempre che il pavimento del van o del trailer sia pulito e che ci sia un fondo di truciolo per evitare che l’animale scivoli. È importante anche controllare i finestrini: in caso di pioggia o di vento forte è bene chiuderli, se invece fa molto caldo bisogna aprirli per far circolare più aria possibile.
Nel caso di un viaggio molto lungo o di un cavallo che deve viaggiare da solo e non è abituato si può fissare una rete con dentro del fieno facilmente raggiungibile dal muso del nostro amico: sarà sicuramente più contento, avrà qualcosa da fare e il tempo passerà più velocemente.
Prima di far salire il cavallo carichiamo tutto l’occorrente per la gara o l’impegno in programma: baule da concorso, ballette di fieno, ballette di truciolo, mangime, paletta per mangime, mangiatoie, secchi, carriola, forca, scopa, scaletta… Carichiamo il cavallo per ultimo così non dovrà attendere troppo e non rischiamo che si innervosisca ancora prima di partire. Per farlo salire lo conduciamo alla lunghina con passo deciso e sicuro, guardando dritto davanti a noi. Una volta sul camion sarà il trasportatore che lo legherà in sicurezza lasciandogli il giusto spazio per muoversi.
Dopodiché salutiamo il nostro amico e facciamo in modo che ci sia sempre qualcuno di noi ad accoglierlo quando arriva a destinazione per aiutare il trasportatore a scaricare. Nei viaggi lunghi siamo abituati a seguire in macchina il trasporto cavalli per fornire assistenza in caso di necessità.
Una volta arrivati e aperta la rampa del mezzo di van o trailer, sleghiamo il cavallo e lo facciamo scendere con molta calma, attenti a non farlo scivolare e a non fargli perdere la direzione. Ci sono alcuni cavalli, come il nostro Hermes🐴, che amano scendere con un grande salto : in questo caso bisogna stare molto attenti a non farsi male e ricordare al trasportatore di parcheggiare in un punto dove ci sia un terreno non scivoloso.
Una volta sceso è opportuno togliere subito le varie protezioni da viaggio al cavallo e farlo passeggiare qualche minuto prima di accompagnarlo al box.

 

Come pulire i cavalli grigi

Come pulire i cavalli grigi

I cavalli dal mantello grigio sono bellissimi 😍 Nella nostra scuderia abbiamo la fortuna di averne due: Becky e Isa.

I nostri ragazzi, durante il Winter Camp , hanno imparato alcune curiosità su questo mantello particolare:
– prima di tutto non si dice CAVALLO BIANCO ma CAVALLO GRIGIO anche quando il colore del pelo è molto chiaro e tendente al bianco. Si parla di mantello bianco solo nel caso di cavalli ALBINI che hanno tutta la pelle rosa.
– Ci sono diversi tipi di mantelli grigi: per esempio abbiamo constatato che il mantello di Becky viene definito GRIGIO TROTINATO (pelo bianco con puntini grigi e marroncini su tutto il corpo) mentre quello di Isa si chiama GRIGIO POMELLATO (pelo bianco con pomelli in diverse tonalità di grigio soprattutto sulle estremità degli arti e sulla groppa).
– Il mantello dei cavalli grigi cambia durante tutta la loro vita: nascono solitamente bai, morelli oppure sauri e più invecchiano più diventano chiari.
– I cavalli grigi si sporcano di più degli altri perché in natura nel branco sono più riconoscibili dai predatori per colpa del loro mantello candido e allora tendono a rotolarsi nel fango e nello sterco per cercare di confondersi meglio con i loro compagni.

I cavalli grigi tendono a sporcarsi più facilmente e risultano più difficili da pulire ma ci sono alcuni ‘trucchi’ che possono aiutarci a velocizzare le operazioni e ottenere un ottimo risultato.

Come prima cosa servirà una pulizia quotidiana con striglia e brusca, usate molto energicamente, insistendo sulle macchie giallastre.
Se le condizioni meteo lo permettono la soluzione migliore è quella di fare una doccia usando sapone di Marsiglia oppure uno shampoo apposito per cavalli grigi. 🌞🚿
In inverno una buona alternativa può essere quella di fare una saponata, applicando della schiuma di sapone di Marsiglia sulle zone sporche e rimuovendola dopo 5 minuti con una spugna inumidita.
Un altro aiuto in inverno è lo shampoo a secco, ne esistono in commercio di specifici per i cavalli grigi!
Uno strumento molto utile è la pietra pomice che va strofinata sulle macchie con movimenti energici e circolari dopo le normali operazioni di strigliatura.

Un metodo antico consiste nell’usare la cenere della paglia, aggiungendo acqua fino a renderla pastosa, spalmarla sulle macchie, lasciarla asciugare e poi spazzolarla via con la brusca. 🌾🔥

Esistono poi metodi ‘bizzarri’ ma funzionali che abbiamo provato sui nostri cavalli grigi con discreti risultati:
– Lo spray Caf, un disinfettante veterinario dal particolare colore blu, diluito in acqua, molto utile specialmente per sbiancare la coda. 🔵
– L’acqua ossigenata, spruzzata sulle macchie e rimossa dopo qualche minuto con una spugna umida.
– Il Ketchup usato come impacco per la coda, lasciato agire dieci minuti e poi risciacquato con sapone di Marsiglia. 🍅

Ricordate che anche mantenere il box sempre pulito e con una lettiera abbondante contribuisce ad avere un cavallo meno sporco! 🐴💩

Speriamo che questo articolo vi sia piaciuto, se conoscete altri trucchi per pulire i cavalli grigi descriveteceli con un commento e noi li proveremo!